Più di settecentoquaranta chilometri di
costa, quattro sistemi montuosi assai diversificati nelle loro
caratteristiche fondamentali, cinque province, oltre centotrenta località
che si propongono ai turisti per le loro peculiari attrattive naturali:
ecco la Calabria. Chi percorra il lungo tratto autostradale
che la attraversa da nord a sud (oltre 300 km), può farsi una idea
sommaria del forte contrasto tra i diversi paesaggi ed ambienti della
regione. Superata la grande catena di rocce del Pollino, cui fanno
riscontro scure cime di folti boschi, lo scenario cambia come d’incanto.
Allo sguardo del viaggiatore si offrono ampie ed accoglienti conche che si
spingono verso lo Jonio e le spiagge dell’antica ed opulenta Sibari,
(ricordata anche per le mollezze e gli agi dei suoi antichi abitanti), che
sembrano sfumare in un dolce colore tra l’azzurro e il perlaceo, che
unisce, in un indistinto orizzonte, mare e cielo. Poi la pianura del Crati,
dominata dai contrafforti della Sila, offre la vista di alcuni degli
antichi casali di Cosenza; in lontananza appare il castello della stessa,
alto sul Busento (il fiume della leggenda della tomba e del tesoro di
Alarico) e via rapidamente, verso la piana di Sant’Eufemia, che si stende
ai piedi degli ultimi contrafforti della Sila Catanzarese. Ma è già il
mare Tirreno con i suoi mutevoli e dolci colori ad attrarre lo sguardo. La
“piana” di S.Eufemia, nella quale si apre il passaggio tra i due mari che
circondano per tre lati la regione (appena trenta km. Li separano), cede
il passo alla forza dei crinali delle Serre sotto cui corre l’autostrada,
costeggiando un mare ora bleu, poi azzurro e verde, per assumere nel
tratto finale, il reggino, un colore così intenso da imporre il nome
“Viola” all’ultimo tratto della costa. Dominata dall’alto la città di Vibo,
superata “la costa degli dei” (Troppa,Nicotera,ecc), costeggiate le
propaggini verdi di boschi dell’altopiano delle Serre, scavalcato più
volte il serpeggiante Mesima, una grande distesa di argentei e secolari
uliveti accompagna il viaggiatore mentre supera il porto di Gioia Tauro,
il più grande porto italiano. L’Aspromonte che si offre in lontananza allo
sguardo, sembra immergersi nelle acque dell’incantevole scenario dello
Stretto.
La costa siciliana, i primi capi della Sicilia
occidentale, le isole Eolie, visibili nelle terse giornate, fanno da
orizzonte ad un mare solcato in permanenza da molteplici navi e
punteggiato da “passerelle”, le tipiche e caratteristiche barche per la
pesca del pescespada che nella buona stagione, secondo una tradizione
secolare, battono ininterrottamente il mare alla sua ricerca per
arpionarlo.
Sotto l’autostrada, la sponda calabrese offre
al viaggiatore i tetti rossi di Bagnara, la poderosa rocca di scilla
dominata dal castello dei Ruffo, il porto di Villa con il suo incessante
via vai di traghetti e aliscafi con Messina, ed infine Reggio la città
fondata, secondo le “Istorie” greche “là dove” per l’oracolo,
“nell’abbraccio tra un maschio ed una femmina” i greci esuli avrebbero
trovato una terra che avrebbe meritato il nome di “Magna grecia”. Una vite
abbarbicata ad un ulivo, che si offrivano alla vista degli esuli sul
litorale reggino, fu il segno dell’avverarsi dell’oracolo e del nascere di
una grande civiltà.
Il territorio della regione è caratterizzato
dal contrasto, anzi dalla estrema vicinanza tra i monti ed il mare. Questo
lungo e stretto lembo di terra, esteso per circa 15.000 km. quadrati, è
costituito per circa 40% da montagne, per il 50% da colline, mentre solo
il 10% è pianura. 350 comuni sui 409 complessivi sono ubicati in montagna
o in collina, anche se il territorio di questi ultimi giunge sovente fino
al mare. A tale struttura morfologica conseguono le molte e diverse
tipologie di flora e fauna che evidenziano e testimoniano la grande
diversità di clima, pur sempre temperato e sostanzialmente mite, che
caratterizza l’intera regione. Si possono individuare tre grandi fasce
delimitate in senso verticale e, nonostante la lunghezza del
territorio,omogenee. La fascia tirrenica è sostanzialmente la più
temperata. Moderatamente calda in estate e poco piovosa in inverno, ha la
tipica vegetazione a macchia, tirreno-mediterranea, ed offre all’amante
della natura la possibilità, percorrendo solo i pochi chilometri necessari
per raggiungere la montagna, di seguire il rapido variare della
vegetazione. La jonica è la zona più calda, poco piovosa tutto l’anno,
ricca di vegetazione tropicale. Lungo gli ampi litorali offre un
susseguirsi di pregiate coltivazioni di agrumi e piante odorose,
interrotto, talvolta, da dorati tratti quasi sabbiosi, punteggiati da
piante grasse e da macchie di fichi d’india. La montagna è caratterizzata
da un clima appenninico che può ricordare quello alpino. Le sue cime sono
d’inverno ricoperte di neve, tanto da permettere, nelle numerose località
attrezzate per tale sport, la pratica per alcuni mesi dello sci. Gli
stessi centri d’estate offrono un gradevole ristoro contro l’afa. Distese
di pinete e di boschi verdi delle specie più diverse, interrotte da tre
laghetti naturali, di cui uno di recentissima formazione, nonché da altri
invasi artificiali caratterizzano i sei massicci calabresi.
La facile
raggiungibilità dei centri turistici montani dalle città della costa, in
genere poco meno di trenta chilometri,(il paese più interno della Calabria
dista soli 50 km. dal mare) costituisce una peculiarità eccezionale di
questa regione, unica in grado di offrire una vacanza “mare montagna” da
godere nella stessa giornata.