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In questo quadro dal titolo "Stati d'animo"l'artista ripropone il volto amico dell' illustre pittore pisano F. BARTALINI, esprimendo con grande rispetto e venerazione la stima che nutre.
Campeggiano i due volti del "Maestro pisano", mentre in basso a destra v'è l'immagine speculare, come riflessa in un frammento di specchio, dell'artista nell'atto di dipingere.
Nella parte alta appaiono reminiscenze, rigurgito del subconscio, inserite nel contesto come evocazioni di immagini che emergono dal mare tempestoso del profondo.
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Ritorna ancora una volta l'immagine dell'amico Fidio BARTALINI, questa volta contrapposto alla donna quale simbolo e madre delle primordiali culture che assurge a culto della "Fertilità"; la donna, inserita a mo' di stereotipo, quasi antico feticcio antropomorfo che proviene dal profondo del suo subconscio.
Il feticcio antropomorfo che rappresenta la fertilità, come concetto di eterno assunto, è contrapposto alla caducità dell'uomo vecchio ed eterno che l'autore immortala in un desiderio di sfida titanica.
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Questa triade si conclude con l'ennesimo ritratto del Maestro pisano F. BARTALINI in posa seriosa.
La figura è tutta in luce da un lato e tutta in ombra dall'altra. Nella conclusione di questo trittico, l'artista sembra voglia evidenziare il dualismo dell'uomo colto, dell'artista che si dimena tra l'eterno, inteso come aspirazione dell'uomo, e la caducità, l'effimero dall'altra; per essere poi in ultimo folgorati dalla luce, dalla grazia, premio finale di un duro e tenace cammino fatto di fatiche e volontà incessante di vittoria.
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